sabato

13 SETTEMBRE 2025 - CHIESA ARMENA APOSTOLICA DI MILANO

 CHIESA ARMENA APOSTOLICA DI MILANO







dal web

La Chiesa Armena Apostolica appartiene al gruppo delle chiese definite “Ortodosse Orientali”, cioè quelle che accettano soltanto i primi tre Concili ecumenici. La sua origine risale all’epoca dell’evangelizzazione apostolica: secondo la tradizione, i padri fondatori della Chiesa Armena furono gli apostoli Taddeo e Bartolomeo. La massima diffusione della religione cristiana in Armenia, tuttavia, si ha intorno al IV secolo, quando il Cristianesimo divenne religione di stato grazie all’opera del santo Gregorio, detto l’Illuminatore, che convertì e battezzò il re armeno nel 301, edificò la prima chiesa nella città di Etchmiadzin e convertì tutto il paese con le sue predicazioni. Intorno all’inizio del V secolo, inoltre, i santi Vartabed Mesrop Maštoc‘ e Catholicos Sahak, con la collaborazione di numerosi discepoli, crearono un proprio alfabeto e una conseguente cultura letteraria che suggellarono definitivamente il connubio armeno tra fede e cultura, tra nazionalità e religione.

La comunità armena milanese conta circa un migliaio di membri: tra i suoi esponenti più noti ci sono il dottor Pietro Kuciukian, saggista, scrittore e console onorario per la Repubblica di Armenia, e Stefano Serapian, fondatore dell’omonima azienda di pelletteria che negli anni ’40 aprì la sua prima bottega proprio di fronte a questa chiesa. Qui intorno abitano molti dei membri della comunità armena e si può notare un abbondare di cognomi con la particolare terminazione in -ian.

La chiesa è costruita in stile armeno ed è dedicata ai 40 Santi martiri di Sebaste, fu edificata negli anni ’50 riprendendo l’architettura delle chiese armene antiche, con la tipica cupola conica. Nel giardinetto, curatissimo, si trovano alcune tavole di pietra con iscrizioni sacre e alcuni alberi di melograno, la pianta simbolo dell’Armenia. Questo è l’unico edificio di culto della Chiesa Apostolica Armena presente in Italia e purtroppo è visitabile soltanto durante le funzioni religiose, che non sono molto frequenti.

Nessun commento:

Posta un commento