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giovedì

06 AGOSTO 2009 - SCHEDA TECNICA 'TROTA FARIO'

TROTA FARIO (Salmo Trutta )

(Dal web)

La trota fario è un salmonide indigeno delle nostre acque montane.
Tra tutti i salmonidi è il più apprezzato e pescato dai pescatori, quello forse anche più adattabile tant'è vero che lo si può trovare da oltre 2000 ms.l.m ad altezza zero del mare.
Il suo corpo è slanciato ed elegante compresso ai lati, la testa, robusta ma non molto grande, è munita di un'ampia bocca più sviluppata nel maschio che non nella femmina.Negli esemplari adulti la mascella inferiore è più lunga che quella superiore formando nei maschi il così detto "becco". Le pinne si presentano abbastanza sviluppate, gli occhi neri bordati di giallo. La livrea della fario varia secondo l'habitat, dall’alimentazione e dalla luce che favorisce una più o meno elevata quantità di macchie rosse e nere.
Normalmente nei torrenti di montagna, la sua tinta di fondo è generalmente verde scuro con fianchi giallo-dorato, in pianura tende sul grigio.La fario, di indole piuttosto timida e sospettosa tende a difendere molto energicamente il posto di caccia, rifugge dalla luce forte e per questo è sempre alla ricerca di zone riparate dal sole.Si alimenta soprattutto di vermi, insetti, crostacei e, in età adulta, anche di pesciolini. Ad inizio stagione, quando la portata d’acqua dei torrenti è ancora scarsa e con le temperature rigide, la ricerca della fario è del tutto sconsigliata. Infatti, il freddo inibisce le trote riducendo notevolmente il loro appetito.
Per tutto l’inverno, dunque, la fario resta intanata tra i sassi e le radici, poi con l’inizio della stagione primaverile, riprende l’attività.
Nel periodo dell’apertura, se la voglia di riprendere in mano la canna da pesca dopo mesi di inattività, è cosi impellente, il posto migliore per tentare qualche cattura è sicuramente il fondo valle dato che la temperatura dell’acqua è maggiore.
Tutti pensano che il momento migliore per andare a pescare sia la mattina presto ; questo è valido in estate, ma durante le prime settimane dall’apertura dei fiumi è un grave errore perché la trota a causa della bassa temperatura dell’acqua, tende ad uscire dalla tana quando il sole incomincia a scaldare l’acqua.Quindi non fatevi prendere dalla foga di andare a pescare prestissimo la mattina rovinando probabilmente un ottimo posto, aspettate che il sole sia alto in cielo.
Da aprile a maggio, quando la massa d’acqua dei torrenti è più corposa, la Fario inizia ad abbandonare la tana, questo è il momento giusto per fare belle catture dato che il pesce uscito dall’inverno e dal periodo della riproduzione vuole recuperare il peso perduto cibandosi voracemente.
L’esca migliore è il pesciolino, essendo voluminoso e quindi appetibile alla trota innescato in modo che giri in corrente e recuperato a strappi vicino ai sassi e alle radici, anche un grosso verme può dare ottimi risultati.In questo periodo avviene una condizione meteorologica assai favorevole alle catture : il temporale.
Allora l’acqua s'intorbidisce e le fario escono tutte a caccia, non badano troppo al sottile, si muovono in fretta aggredendo ogni boccone commestibile. Con l’inizio dell’estate, calano i livelli dei corsi d’acqua e la temperatura si fa alta. La fario la troviamo soprattutto la mattina presto o la sera, si allontana dal rifugio anche per parecchi metri, corre velocemente in tutte le direzioni, attacca l’esca e cerca di portarla via.Questo è il periodo migliore per tentare anche nei ruscelli d’alta montagna la ricerca delle ruspanti (consiglio di liberarle perché non c’è nessuno che semina le trote in montagna). Anche in estate, le condizioni migliori per la pesca della fario sono quelle che seguono un temporale quando l’improvvisa piena smuove il fondo e intorbidisce l’acqua.
In autunno, le trote riprendono a mangiare freneticamente sentendo ormai vicino l’inverno e il periodo della "frega" (riproduzione), si ripete un po’ ciò che succede in primavera, con l’unica variante che si nutrono ancora all’alba e al tramonto.

sabato

APPUNTI DI VIAGGIO - 16 AGOSTO 2008 - PESCA SPORTIVA

Pesca alla trota nel torrente Crosia, protagonista l'insubrico, co-protagonista il doricoA breve i dettagli


L'appuntamento è a Lentate Sul Seeso, dove il dorico si reca di buon mattino.Lì c'è ad aspettarlo l'insubrico per andare , finalmente , a pesca.Dovete sapere che sono almeno tre anni che questo appuntemnto è , puntualmente, rimandato!All'arrivo trovo l'insubrico pronto per partire e conosco, finalmente il gemello, tenete a mente il particolare.Bene, si parte, arriviamo in luoghi conosciuti in avventure trekking, infatti passiamo vicino ad Albavilla e finalmente arriviamo alla meta del nostro giro, il torrente Crosia.Questo torrente, si getta nel lago di Como all'altezza della piazza vicino al lungo lago, chiaramente l'ultimo tratto del suo viaggio lo percorre sottoterra, in termnine tecnico "tombinato".Parcheggiamo l'auto e prendiamo la canna da pesca, ci accorgiamo che abbiamo dimenticato i lombrichi a casa, mannaggia, abbiamo solo le comole e poi ci arrangeremo in qualche modo.Scendiamo a valle, e cominciamo a risalire il torrente, apprendo che questa è la tecnica corretta, le trote stanno col muso verso la corrente , quindi risalendo il corso d'acqua non ci vedono.
Altra lezione di pesca è quella della scelta delle buche, infatti, l'insubrico mi indica come , anche buche a prima vista insignificanti, nascondono la nostra bella trota.Infatti alla prima buca, riusciamo subito a tirare su una trotella, peccato che non sia della misura giusta, almeno 24 cm, e quindi la lasciamo andare.Dopo poco, con le nostre camole, riusciamo a tirare su almeno cinque trote, di cui ne prendiamo solo una, le altre sono tutte al di sotto delle dimensioni regolamentari.Chiedo all'insubrico, ma poi, una volta liberate le trote sopravvivono? L'insubrico, come suo mestiere, sale in cattedra, e mi tiene una lezione dove mi spiega che le trote espellono l'amo e non ci sono problemi, anzi, una volta che apprendono l'insidia dell'amo, diventano più diffidenti e furbe; ma vedi un po'.Piano piano, risaliamo il torrente, e troviamo due buche veramente grandi, dove riusciamo a pescare dei begli esemplari di trota fario da ventotto e trenta centimetri.Sono esemplari molto belli , hanno una bella livrea e dei colori vivi e segnati dai caratteristici bolli rossi.Alla fine il risultato della pesca è il seguente, ventitre trote prese, di cui solo cinque nei limiti della misura, insomma è stata una buona giornata di pesca, passata nella natura e nel fresco ambiente del torrente, uno spettacolo.


Terminata la pesca rientriamo a Lentate, e dopo un breve sputino, l'insubrico si supera ai fornelli, assisto ad una lezione di sfilettaura.Infatti, avevo espresso il desiderio di vedere l'operazione di sfilettaura, in questo caso l'insubrico, chiama il gemello che attende con maestria a questa operazione delicata ed interessante.Bene, non posso dire di aver appreso la sfilettatura, ma almeno di aver compreso da dove si comincia, prometto all'insubrico di fare esercizio e di raccontargli i risultati.La giornata volge al termine, parto per Milano col mio bottino di due trotelle intere, e sei filetti realizzati a regola d'arte dal gemello.


A proposito, la ricetta dell'insubrico:padella, fetta di burro, trotelle 10' per lato, salvia, sale evvai!!!!!!!!!!!
Inoltre, ho anche la ricetta dell'allorello, ma questa devo prima sentire l'insubrico se posso diffonderla sul blog, capisci amme!




RICETTA DEL DORICO


SGOMBRO AL FORNO

Ingredienti:

Olio 4 cucchiai

Aceto 1 cucchiaio

Vino Bianco secco ½ bicchiere

Capperi 1 cucchiaio

Sgombro 2 X 700 gr

Olive nere una manciata denocciolate

Cipolle 2 medie

Aglio 1 spicchio

Salvia 2 rametti

Rosmarino 2 rametti

Alloro 4/5 foglie

Pomodorini 3/4

Preparazione:Affettare le cipolle sottilmente.

Versare l'olio nella teglia e poi stendere le cipolle.
Adagiare gli sgombri, dopo aver messo nella pancia le foglie di alloro,salvia e rosmarino, sul lettodi cipolle.
Spargere sullo sgombro le olive, i capperi ed i pomodorini tagliati a spicchi e l'aglio.
Bagnare conl'aceto ed il vino bianco.
Salare secondo gusto.Informare per 30' in forno caldo a 180°.