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lunedì

27 DICEMBRE 2010 - UN ANNO DI BLOG - TREK

ciao


siamo in periodo di riepiloghi, infatti la fine dell'anno si cerca di ricordare cosa si è fatto di bello o di
brutto, questo un po' meno...

Ecco quindi questo post che mira a riprendere i più bei momenti di trek vissuti in questo 2010!

I trek riportati, non saranno necessariamente i più belli, ma sicuramente i più notevoli, si dice così???


  1. Metto al primo posto, per bellezza della gita e spettacolarità del paesaggio:   Lago Cadabi
  2. Giornata spettacolare di sole e di neve!!! Piani di Artavaggio
  3. Grande gita del centenario:, e non per tutti!  Gita del CUC
  4. Gita non difficile, ma di grande soddisfazione culinaria:  Rifugio Tavecchia
  5. Non male i formicai:  Montagne Svizzere
  6. E con questa direi fine, gita epica, per la performance effettuata:  Lago Retico
ciaooo

martedì

07 DICEMBRE 2010 - CALENDARIO AVVENTO

Calendario Avvento 2010



gruppo Gite Trek!
Lago Cadabi
http://ildorico.blogspot.com/2010/08/01-agosto-2010-lago-cadabi.html




Questa gita rimane , nel mio tabellino personale, una delle più belle tra quelle effettuate!




Per ogni info sul significato del calendario dell'avvento vedi la pagina iniziale del 30 novembre 2010.
Per vedere le altre immagini:
http://ildorico.blogspot.com/search/label/Calendario%20Avvento%202009

oppure visita il sito originario:
http://calendarioavvento.blogspot.com/

domenica

14 NOVEMBRE 2010 - VAL COLLA E PASSO SAN LUCIO

Settimana trascorsa a guardare i bollettini meteo con la speranza di qualche bella notizia, ma inutilmente alla fine proprio venerdì un bollettino meteo dava una flebile schiarita, si decide di partire, sennò qui si fa la ruggine o la muffa, secondo cosa preferite!
Date le non felici condizioni meteo e le giornate brevi, le specifiche dettano percorsi brevi, non troppo in alto  e con un punto di ristoro per evitare di mangiare all'aperto, insomma specifiche articolate ma precise!
Decidiamo di andare in Svizzera, quest'anno il bollino l'abbiamo ammortizzato di brutto, e precisamente Val Colla verso il passo San Lucio.

Dountaun

Il passo l'abbiamo già raggiunto nello scorso anno, ma arrivando dall'Italia, questa volta altro versante.

Lo schema di avvicinamento è quello consolidato, alle 8 recuperiamo laprof con la trekmobile e poi via veso la pasticceria di Fino Mornasco, dove Mariettonostro ha l'appuntamento con la sua briosche vuota!
Poi, recuperiamo Ciccio, e via verso la Svizzera.
Il tempo , lungo l'autostrada, è sempre grigio e non riusciamo nemmeno a vedere il lago e la cima del Generoso, non vi dico altro.
Panorama della vallata

Arriviamo a Lugano ed usciamo , attaversiamo la città sull'arteria che gli svizzeri chiamano 'transito', che dovrebbe corrispondere alle nostre complanari o tangenziali, questi svizzeri.
Senza dare retta al navigatore, che ci dice di girare a sinistra, seguiamo a destra le indicazioni per Soragno e poi per la Val Colla.
Alla fine giungiamo a Bogno, dove nell'ampio parcheggio centrale parcheggiamo la nostra Trekmobile.
Nei pressi del parcheggio c'è la cassetta della posta, il termometro, il telefono pubblico ed i bagni oltre alla bacheca degli avvisi del Comune, insomma si vede proprio che siamo dauntaun!
Oratorio di San Lucio

Il tempo è grigio, per fortuna cha ancora non piove, almeno per ora!!!
Prendiamo il sentiero che prota al Passo San Lucio, il cartello sulla palina riporta il tempo in h 1 e 40 minuti, si parte.

Il sentiero è molto bello e ben segnalato; inoltre si snoda nel bosco, dovrebbe essere bello anche d'estate. Attraversiamo diversi corsi d'acqua che scendono dalla montagna sopra di noi e che costeggiamo sempre.
Il percorso non è ripido, anzi sale in maniera tranquilla, insomma una bella passeggiata.
Alla fine arriviamo ad un alpeggio e qui usciamo dal bosco, splendido sarebbe stato il panorama, se non ci fosse una plumbea nuvolaglia che ci avvolge completamente, inoltre sta piovendo, non forte, ma piove!
 

Il rifugio nella nebbia
 
Subito dopo l'alpeggio incrociamo una strada sterrata che ci porta verso il passo, ed ecco, proprio all'ultimo momento, svettare il campanile dell'oratorio dedicato a San Lucio, siamo sul passo!

L'oratorio è in terra Italiana, infatti proprio sul crinale c'è una pietra confinale e subito dall'altra parte ecco il complesso sacro.
La chesa è chiusa ed anche questa volta non riusciamo a visitarla, dall'altra volta sappiamo che sulla nostra sinistra c'è il Rifugio, ci fidiamo della memoria, la nebbia è molto bassa e non si vede nulla.
Raggiungiamo il rifugio, Mariettonostro aveva chiamato sabato per sincerarsi della sua apertura, ci sistemiamo nel salone e prendiamo confidenza coll'ambiente.


Targa ricordo all'ingresso
Il salone è diviso in due da un tendone , la parte di destra è riscaldata dal camino e vediamo che il tavolo più vicino al fuoco è occupato da un gruppo di persone che parla una lingua sconosciuta e che risulta essere molto familiare ai gestori del rifugio.
Noi ci sistemiamo in un tavolo d'angolo, non direi che sia stata una scelta felice, ma tant'è!
 

L'antipasto nostrano
 
Mariettonostro ordina il solito litro di rosso, il rifugista ci dice che i pizzoccheri sono sul fuoco e che ci porterebbe qualche antipasto per ingannare l'atetsa.

Diamo il via ed ecco un bel tagliere con formaggio, pancetta, lardo ed altre amenità; accomapgnato il tutto da pane a volontà ed il rosso che scorreva a volontà.
Poi, colpo a sorpresa, un tagliere con il cotechino, una cosa da favola; da incorniciare!

Il cotechino, immagini di repertorio

Il cambio del piatto tra le portate non è previsto, e molto spartanamente raccogliamo tutte le briciole e budello dei salumi in un vassoio del pane che il rifugista provvede ad eliminare in maniera ecologica, gettando il tutto nel camino, insomma, come si faceva una volta!

Arrivano i pizzoccheri, vassoio da paura ed aglio in spicchi da allontanare un convegno di vampiri, comunque tutto molto buono!
I nostri vicini di sala sono molto più rumorosi di noi, entriamo in confidenza e ci facciamo delle foto che poi promettiamo di inviare via mail, insomma la fratellanza italo-svizzera con noi fa bella figura.
Il vassoio dei pizzoccheri

Dopo i pizzoccheri non prendiamo più nulla, solo una bella grappa e caffè per concludere in bellezza il pranzo!
 

Foto di gruppo
Ormai è ora di partire, anche perchè la temperatura nel rifugio non è altissima, quindi non ci invoglia troppo a tergiversare, eccoci quindi in cammino e riprendiamo la strada del ritorno.

Il fumante forchettone

Fuori il tempo è immutato, pioggerellina fina fina e cielo plumbeo!!!
Scendiamo agevolmente, il sentiero anche se bagnato non è scivoloso, il cammino procede tranquillo ed in breve tempo siamo al paese.

Purtroppo non è tempo di Rivella, peccato, si parte per casa sotto la pioggia che non ci lascia fino a Milano, ma tanto adesso siamo al coperto all'interno della trekmobile!
Bene, tutto sommato una bella uscita, peccato il tempo , ma si tratta di un bel giro non troppo impegnativo ma con bei panorami, da rifare in favore di meteo!!!
ciaooo



PER APPROFONDIRE DAL BLOG
http://ildorico.blogspot.com/2009/09/13-settembre-2009-trekking-val-carvagna.html

E DAL WEB
http://www.viestoriche.net/indexold-a/sanlucio.htm

19 SETTEMBRE 2010 - LAGHI TREMORGIO E LEIT

Gita trek domenicale nel ticinese, a dirla tutta sopraceneri.
Da un po' di tempo stiamo visitando i vari laghetti del ticinese, attingendo a piene mani le inofrmazioni dal web, esiste infatti un sito molto bello e ricco di informazioni.
Questa volta la scelta cade sui laghi di Tremorgio e Leit, vicino al San Gottardo.
La truppa è quella consolidata nelle ultime uscite: Marittonostro,Ciccio, laprof ed ildorico.

Laprof ancora non è molto rodata, quindi decidiamo di affettuare un giro non troppo impegnativo, quello del titolo del post, scegliendo l'alternativa di usufruire della teleferica che ci fa fare il balzo di 900 metri da Rodi al lago di Tremorgio.
Appuntamento come da programma, prendiamo su larpof a Pagano e poi via verso Fino Mornasco dove abbiamo l'appuntamento con Ciccio e con la sosta tecnica alla pasticceria che ormai è entrata nella nostra pianificazione delle gite.
Briosche e caffè e saluto alla ragazza del bancone, devo dire che ormai sta soppiantando a pieni voti nel nostro cuoricino le veline.
Scorribanda sull'autostrada svizzera, questa volta Mariettonostro tiene maggiormente d'occhio il limite di velocità, infatti dopo ricerca sul web abbiamo appurato che il limite è di 100KMH in galleria e di 120 KMH se non segnalato diversamente; speriamo che il droide cantonale non fosse attivo in occasione delle altre gite.
Arriviamo a Rodi, non Garganico e nemmeno quello greco, ma una simpatica e tranquilla cittadina della svizzera ticinese ai confini col Gottardo.

Cerchiamo al funivia, troviamo uno spiazzo con un segnale ma non riusciamo ad individuare l'entrata, sul piazzale un autista turco napoletano sta lavando il suo pulman, gli chiediamo informazioni e ci risponde che è di passaggio ma ci suggerisce di chiedere all'albergo che è gestito da una famiglia siciliana che abita qui e che parla italiano; noi siamo un po' perplessi, fino ad ora l'unica difficoltà che non abbiamo avuto è quella della lingua!!!
Ci viene in aiuto una coppia di trekkisti, con tanto di zaino che vediamo sfilare davanti ai nostri occhi e salire una breve scaletta e dirigersi verso un capannone, da dove, poco dopo, vediamo alzarsi una rossa cabina; eccola la funivia!!!
Troviamo la cassa e chiediamo i biglietti; la cifra in euro è elevata, 70 euro; per l'andata ed il ritorno, ma si sa in Svizzera tutto costa di più.
La teleferica compie un bel salto, il dislivello è di 900 metri circa, e viene affrontato con l'ausilio di due piloni soltanto ed una pendenza eccezionale!
Le cabine, come in tutte queste teleferiche, sono due e completamente automatizzate, esiste un operatore alla base e basta.

Arriviamo alla sommità ed ecco subito dopo l'uscita dalla stazione della teleferica apparire il laghetto di Tremorgio, bellissimo e di un bel blu cobalto; panorama stupendo!
Costeggiamo la capanna Tremorgio e prendiamo la strada per il lago Leit.
La passeggiata è dolce, non ci sono strappi ed il sentiero sale in modo agevole , il primo tratto tutto nel bosco, scorgiamo alcuni funghi, ma sono piccoli e molto probabilmente velenosi.
Arriviamo all'alpeggio e qui il bosco scompare, il panorama muta sensibilmente ma sempre spettacolare.

Anche il meteo ci aiuta, cielo terso e sole; una giornata stuopenda; devo dire che un'altra così l'abbiamo vissuta solo sul Bernina!!
Laprof sale con il suo passo, i ragazzi vanno avanti e di tanto in tanto si fermano ad aspettare.


Abbiamo modo di scattare delle bellissime foto al panorama, ed eccoci alla Capanna Leit; abbiamo modo di vedere i prezzi del menù; decisamente più alti rispetto ai nostri rifugi, mentre il prezzo per il dormire è leggermente più basso; valle a capire queste cose!!!
Subito dietro la capanna si estende il lago di Leit; anche questo bellissmo, di un colore azzurro intenso;ci sono persone che prendono il sole e poi incontriamo due ticinesi armati di canne da pesca e pronti per la loro battuta di pesca alla trota.


Li salutiamo e proseguiamo verso il terzo laghetto, Lago Varozzeira , che risulta più in alto a ridosso del passo di Campolungo.
Qui la salita è un po' più impegnativa, ma nemmeno troppo, solo che in parte il sentiero è tutto su rocce, ma sempre molto ben segnalato.


Arriviamo al passo, diamo un occhiata di sotto, anche qui panorama bellissimo che si estende in lontananza e si possono scorgere le montagne lontane.
Alle nostre spalle, incastonato tra delle rocce e dei picchi ecco si scorge il laghetto di Varozzeria, molto piccolo rispetto ai primi.
Ormai è ora di pranzo, ci accoccoliamo tra le rocce e mangiamo.
Mangiamo e facciamo una piccola pennica approfittando del caldo sole alpino, dopo la giornata di pioggia torrenziale di sabato, una meraviglia!!!


Il tempo passa, ed eccoci di ritorno; scendiamo ed abbiamo modo di godere del magnifico panorama del lago baciato dal sole pomeridiano, molto molto bello!!!
Capanna Leit, e qui cambiamo percorso, scendiamo per una mulattiera e attraversiamo tutta l'alpe di Campolongo, che all'andata avevamo solo sfiorato.
Anche questa volta bel panorama, più lunare ma estremamente incantevole; anche qui laprof tiene il suo passo, i ragazzi vanno avanti e poi di tanto in tanto si fermano.


Siamo alla Capanna Tremorgio, ormai la teleferica è lì.
Scendiamo in compagnia di un pescatore che non da molta confidenza.
All'arrivo, dal nulla, esce fuori l'addetto alla funivia che vuole vedere i biglietti e con precisione svizzera, li timbra.
Il pescatore ticinese viene fermato, non capiamo se per mancanza di biglietto o per verifica sul pescato, vallo a sapere.
L'auto ci attende e via verso Milano!!!

Sosta alla pasticceria, questa volta per un bel gelato; come vi dicevo, ormai questo locale è proprio nei nostri cuori.
Ci salutiamo con Ciccio e maciniamo i chilometri dell'autostrada in un battibaleno, anche questa giornata è terminata; laprof si lamenta ma ormai è pronta anche per dislivelli più impegnativi, vedremo le prossime uscite.


Peccato per i nostri amici, avevano altri impegni, ma questa gita è molto bella, gradevole il panorama e, con l'aiuto della funivia, molto agevole.
un salutone....







DAL WEB:
Punto di partenza
Rodi, frazione di Prato Leventina
Itinerario
Rodi (940 m) – Lago Tremorgio (1830 m) – Alpe Campolungo (2086 m) –Capanna e Lago Leit (2260 m) – Lago Varozzeira (2405 m).
Dislivello e durata
Da Rodi al Varozzeira, 1465 m, 5 ore.
Usando la funivia che da Rodi porta al Tremorgio:
dal Tremorgio al Varozzeira, 575 m, 2.30;
dal Tremorgio al Leit, 430 m, 2 ore.
Difficoltà particolari
Nessuna
Equipaggiamento
Da montagna

25 LUGLIO 2010 - LAGO RITOM

Gita proposta da Andrea, siamo a ridosso del San Gottardo.
Giro al lago Ritom, un lago artificiale e poi via lungo il percorso per inanellare una serie numerosa di laghetti alpini.
C'è il sole, ma tira un vento fastidioso e freddo, arriviamo alla Capanna Cadlimo, e riscontriamo la temperatura di 6 gradi!!
Alla faccia, a Milano la mattina ce n'erano 29!!!

















Calanda e panini al sacco!


guardate la temperatura, non c'è trucco!


18 LUGLIO 2010 - VAL CALANCA

Gita organizzata da Mariettonostro, non male.
Nella cartina sottostante potete vedere il percorso, la partenza è segnata con una linea rossa mentre l'arrivo è il cerchiolino verde attorno al lago!!



Il sentiero non è troppo ripido, facciamo circa 800 metri di dislivello, ma purtroppo in alcuni tratti non è per niente manutenuto.

I panorami sono comunque stupendi, le montagne che ci circondano favolose.
Guardate il ponte di ghiaccio sul torrente.



Alla fine si raggiunge l'aple de Tresculmet e l'omonimo laghetto, la temperatura dell'acqua è gelida!!!














Al rientro ci fermiamo al bar dell'albergo di un ridente borgo alpino svizzero, Valbella.
Nel locale c'è un televisore HD da 52 pollici sintonizato sula tappa del Tour de France, che civiltà.
Chiediamo se prendono gli euro per la consumazione, il padrone ci fa cenno di si e calcola il totale tramite applicazione del cambio on line utilizzando una calcolatrice per l'operazione.
Fino a qui tutto sotto controllo, solo il commento finale del barista ci ha lasciato un po' perplessi:
'gli euro li prendo, tanto poi li spendo a Bergamo'.
Questa affermazione ci ha lasciato confusi, in primis, 'li spendo' e non 'li cambio'; e poi Bergamo, da qui è lontanissimo, va bene Como o Varese, ma Bergamo, proprio ci ha lasciato perplessi.
Questi montanari :)