ciao
siamo in periodo di riepiloghi, infatti la fine dell'anno si cerca di ricordare cosa si è fatto di bello o di brutto, questo un po' meno...
Ecco quindi questo post che mira a riprendere i più bei momenti delle gite effettuate in questo 2010!
Le gite riportate, non saranno necessariamente le più belle, ma sicuramente quelle che si ricordano di più!
Cosa ne dite di queste???
http://ildorico.blogspot.com/2010/08/13-agosto-2010-monte-conero.html
e poi
http://ildorico.blogspot.com/2010/08/09-agosto-2010-sferisterio.html
ciaoo
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martedì
sabato
13 NOVEMBRE 2010 - SAN PAOLO D'ARGON
CIAO
breve gita fuori porta.
La meta è stata San paolo d'Argon, già visitato in passato in occasione della manifestazione Cantine Aperte e non.
http://www.curiosandi.com/2008/11/enogastronomia-in-val-calepio-16.html
Questa volta la gita è stata , allo stesso modo, prosaica, infatti visita ad un acantina sociale ed acquisto di Valcalepio!!!
Tra un acquisto e l'altro , breve visita la monastero benedettino, vanto della cittadina.
Peccato che la chiesa fosse chiusa, sarà per una prossima volta; tanto il vino finisce.....prima o poi!!!
Fino ai primi anni del XX secolo il nome del paese era Buzzone, mentre con San Paolo d'Argon si intendeva soltanto il complesso monastico e l'annessa chiesa.
Nel 1929 poi il paese fu accorpato in un'unica entità amministrativa con i comuni di Cenate Sopra e Cenate Sotto, prendendo il nome di Cenate d'Argon. Il tutto durò fino al 1948, quando le tre entità vennero nuovamente scisse in singoli comuni.
breve gita fuori porta.
La meta è stata San paolo d'Argon, già visitato in passato in occasione della manifestazione Cantine Aperte e non.
http://www.curiosandi.com/2008/11/enogastronomia-in-val-calepio-16.html
Questa volta la gita è stata , allo stesso modo, prosaica, infatti visita ad un acantina sociale ed acquisto di Valcalepio!!!
Tra un acquisto e l'altro , breve visita la monastero benedettino, vanto della cittadina.
Peccato che la chiesa fosse chiusa, sarà per una prossima volta; tanto il vino finisce.....prima o poi!!!
DAL WEB:
San Paolo d'Argon è stato un importante polo culturale ed economico per la presenza di un grande monastero benedettino di fondazione cluniacense (XI secolo), fondato dal conte Giselberto nell'anno 1079 e soppresso nel periodo napoleonico.
Il convento originario fu radicalmente ristrutturato nel XVI secolo, e conserva ancora l'impronta nei due chiostri (uno del 1500 e l'altro del 1532).
Fino ai primi anni del XX secolo il nome del paese era Buzzone, mentre con San Paolo d'Argon si intendeva soltanto il complesso monastico e l'annessa chiesa.
Nel 1929 poi il paese fu accorpato in un'unica entità amministrativa con i comuni di Cenate Sopra e Cenate Sotto, prendendo il nome di Cenate d'Argon. Il tutto durò fino al 1948, quando le tre entità vennero nuovamente scisse in singoli comuni.
martedì
09 NOVEMBRE 2010 - SANTA MARIA PRESSO SAN CELSO
CIAO
vi suggerisco la visita a questa Basilica nel cuore di Milano.
La visita vale la pena, la chiesa è molto interessante e vi si trovano diverse importanti testimonianze sia artisitche che religose.
Per le note vi rimando al web!
Tradizione milanese
Da secoli è tradizionale che le spose milanesi, subito dopo la celebrazione del matrimonio, portino un mazzo di fiori alla Madonna esposta in questa chiesa.
vi suggerisco la visita a questa Basilica nel cuore di Milano.
La visita vale la pena, la chiesa è molto interessante e vi si trovano diverse importanti testimonianze sia artisitche che religose.
Per le note vi rimando al web!
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| Particolare della facciata |
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| Statua in una nicchia della facciata |
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| Fontanella nel quadriportico |
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| Facciata |
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| Riproduzione dell'Immagine Miracolosa della Madonna |
Tradizione milanese
Da secoli è tradizionale che le spose milanesi, subito dopo la celebrazione del matrimonio, portino un mazzo di fiori alla Madonna esposta in questa chiesa.
mercoledì
03 NOVEMBRE 2010 - SAN GIUSEPPE DA COPERTINO
ciao
Giuseppe Maria Desa nacque il 17 giugno 1603 a Copertino (Lecce) in una stalla del paese. Il padre fabbricava carri. Rifiutato da alcuni Ordini per «la sua poca letteratura» (aveva dovuto abbandonare la scuola per povertà e malattia), venne accettato dai Cappuccini e dimesso per «inettitudine» dopo un anno. Accolto come Terziario e inserviente nel conventino della Grotella, riuscì ad essere ordinato sacerdote. Aveva manifestazioni mistiche che continuarono per tutta la vita e che, unite alle preghiere e alla penitenza, diffusero la sua fama di santità. Giuseppe levitava da terra per le continue estasi. Così, per decisione del Sant'Uffizio venne trasferito di convento in convento fino a quello di San Francesco in Osimo. Giuseppe da Copertino ebbe il dono della scienza infusa, per cui gli chiedevano pareri perfino i teologi e seppe accettare la sofferenza con estrema semplicità. Morì il 18 settembre 1663 a 60 anni; fu beatificato il 24 febbraio 1753 da papa Benedetto XIV e proclamato santo il 16 luglio 1767 da papa Clemente XIII.
Un approfondimento al link
http://ildorico.blogspot.com/2010/04/07-aprile-2010-pasquetta-ad-osimo.html
Giuseppe Maria Desa nacque il 17 giugno 1603 a Copertino (Lecce) in una stalla del paese. Il padre fabbricava carri. Rifiutato da alcuni Ordini per «la sua poca letteratura» (aveva dovuto abbandonare la scuola per povertà e malattia), venne accettato dai Cappuccini e dimesso per «inettitudine» dopo un anno. Accolto come Terziario e inserviente nel conventino della Grotella, riuscì ad essere ordinato sacerdote. Aveva manifestazioni mistiche che continuarono per tutta la vita e che, unite alle preghiere e alla penitenza, diffusero la sua fama di santità. Giuseppe levitava da terra per le continue estasi. Così, per decisione del Sant'Uffizio venne trasferito di convento in convento fino a quello di San Francesco in Osimo. Giuseppe da Copertino ebbe il dono della scienza infusa, per cui gli chiedevano pareri perfino i teologi e seppe accettare la sofferenza con estrema semplicità. Morì il 18 settembre 1663 a 60 anni; fu beatificato il 24 febbraio 1753 da papa Benedetto XIV e proclamato santo il 16 luglio 1767 da papa Clemente XIII.
Un approfondimento al link
http://ildorico.blogspot.com/2010/04/07-aprile-2010-pasquetta-ad-osimo.html
sabato
30 OTTOBRE 2010 - OSIMO
CIAO
gita fuoriporta in quel di Osimo!
Già quest'anno visitato in occasione della Pasquetta, vedi il post apposito.
Mi piace ricordare la presenza delle grotte nella cittadina di Osimo, prendo spunto dal web e riporto alcune informazioni utili.
Maurizio, mi raccomando, dai un occhio alla citazione sui cavalieri.
ciaoo
Dal web:
Le grotte
Il sottosuolo di Osimo è percorso da una fitta rete di gallerie, cunicoli ed ambienti sotterranei scavati a più livelli, spesso collegati tra loro verticalmente mediante pozzi o camini percorribili tramite tacche o pedarole. Scarse sono le fonti scritte e rari i documenti che contengono notizie di tali grotte che pure costituiscono una notevole realtà storica. Questo incomprensibile silenzio si deve probabilmente a ragioni di segretezza derivanti dalla necessità di salvaguardare nascondigli e vie di fuga indispensabili alla difesa e alla sopravvivenza di un'intera comunità in situazioni di pericolo e di emergenza.
L'uso di queste cavità è comunque riconducibile a quattro principali tipologie individuate secondo le loro diverse caratteristiche: si riconoscono infatti grotte realizzate per scopi difensivi riconoscibili lungo tutta la rete ipogea, cunicoli idraulici a servizio di cisterne e fonti, ambienti particolari costituiti da sale circolari presumibilmente frequentate per scopi rituali o come luoghi di riunione, ed infine grotte che rivelano tracce di uso abitativo presenti soprattutto nel versante meridionale del colle nei pressi di Porta Musone.
Molteplici e differenti sono le rappresentazioni che si ritrovano all'interno delle grotte: dai bassorilievi di carattere religioso custoditi all'interno delle Grotte del Cantinone, ai simboli legati alla presenza dei cavalieri Templari e del Sovrano Militare Ordine di Malta, come la "triplice cinta" e la croce a otto punte, visibili all'interno delle Grotte Simonetti.
Un caso a sé costituiscono le grotte sottostanti Palazzo Campana: all'interno si trovano infatti due gallerie le cui pareti e volte sono piene di bassorilievi con allegorie di significato esoterico.
gita fuoriporta in quel di Osimo!
Già quest'anno visitato in occasione della Pasquetta, vedi il post apposito.
Mi piace ricordare la presenza delle grotte nella cittadina di Osimo, prendo spunto dal web e riporto alcune informazioni utili.
Maurizio, mi raccomando, dai un occhio alla citazione sui cavalieri.
ciaoo
Dal web:
Le grotte
Il sottosuolo di Osimo è percorso da una fitta rete di gallerie, cunicoli ed ambienti sotterranei scavati a più livelli, spesso collegati tra loro verticalmente mediante pozzi o camini percorribili tramite tacche o pedarole. Scarse sono le fonti scritte e rari i documenti che contengono notizie di tali grotte che pure costituiscono una notevole realtà storica. Questo incomprensibile silenzio si deve probabilmente a ragioni di segretezza derivanti dalla necessità di salvaguardare nascondigli e vie di fuga indispensabili alla difesa e alla sopravvivenza di un'intera comunità in situazioni di pericolo e di emergenza.
L'uso di queste cavità è comunque riconducibile a quattro principali tipologie individuate secondo le loro diverse caratteristiche: si riconoscono infatti grotte realizzate per scopi difensivi riconoscibili lungo tutta la rete ipogea, cunicoli idraulici a servizio di cisterne e fonti, ambienti particolari costituiti da sale circolari presumibilmente frequentate per scopi rituali o come luoghi di riunione, ed infine grotte che rivelano tracce di uso abitativo presenti soprattutto nel versante meridionale del colle nei pressi di Porta Musone.
Molteplici e differenti sono le rappresentazioni che si ritrovano all'interno delle grotte: dai bassorilievi di carattere religioso custoditi all'interno delle Grotte del Cantinone, ai simboli legati alla presenza dei cavalieri Templari e del Sovrano Militare Ordine di Malta, come la "triplice cinta" e la croce a otto punte, visibili all'interno delle Grotte Simonetti.
Un caso a sé costituiscono le grotte sottostanti Palazzo Campana: all'interno si trovano infatti due gallerie le cui pareti e volte sono piene di bassorilievi con allegorie di significato esoterico.
venerdì
29 OTTOBRE 2010 - LOMELLO
ciao
di seguito della breve passeggiata del 23 ottobre,
http://ildorico.blogspot.com/2010/10/23-ottobre-2010-mortara.html
, ecco un excursus sulla cittadina di Lomello.
Pregevole il centro storico con il borgo medievale addossato al vecchio Castello.
Da non perdere la chiesa e dil battistero.
Una nota di colore, il Generale Gyulai si acquartierò qui durante la Seconda Guerra d'Indipendenza, visto che sono in corso i festeggiamenti per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia, mi sembra una nota appropiata!!!
ciaoo
DAL WEB:
Storia
Laumellum fu un importante centro romano, forse preceduto da un insediamento preromano. I vecchi eruditi, basandosi su una supposta etimologia (Laumellum da Laevum mellum), lo attribuivano ai Levi, fondatori di Pavia insieme ai Marici. Alla fondazione potrebbero aver contribuito anche i Libìci, insediati nel Vercellese. Si tratta comunque di popolazioni Liguri piuttosto che celtiche. In epoca romana Laumellum fu noto soprattutto perché vi transitava la strada che da Piacenza, per Pavia, portava a Torino e ai passi alpini nelle Alpi Cozie. Il luogo è nominato in parecchi itineraria, che indicano la distanza di 22 miglia da Pavia; l'Itinerarium Burdigalense precisa che si tratta di una mansio, cioè di un luogo di sosta, non di una semplice mutatio (cambio di cavalli). In questo punto l'importante arteria superava il fiume Agogna. Lomello è anche citato da Ammiano Marcellino (XV.8.18), sempre a motivo dell'importante strada che vi passava: il futuro imperatore Giuliano viene accompagnato dall'augusto Costanzo II fino a un locum duabus columnis insignem, qui Laumellum interiacet et Ticinum (un luogo celebre per due colonne, che si trova tra Lomello e Pavia), e da qui, seguendo la nota strada, Giuliano prosegue per Torino.
Il centro conserva resti delle antiche mura ed insigni monumenti medievali, quali il complesso religioso formato dalla Basilica di Santa Maria Maggiore, notevole costruzione del primo periodo romanico lombardo (XI secolo) e dal Battistero di San Giovanni ad Fontes (VIII secolo), un antichissimo edificio longobardo a forma ottagonale, con i resti dell'originale fonte battesimale. Nella tradizione popolare lomellina, la basilica viene chiamata la "chiesa del diavolo": la leggenda racconta che la costruzione fu distrutta dal Maligno e da lui stesso riedificata in una sola notte di lavoro febbrile, ma, a causa del sorgere del sole, fu lasciata incompleta. Ecco perché oggi si vedrebbe la facciata parzialmente crollata e le prime due campate senza il tetto.
Pregevoli anche la chiesa romanica di San Michele (XII secolo), con un tiburio ottagonale, ed il castello (XV secolo), che conserva affreschi cinquecenteschi di pregevole fattura e due mosaici romani ritrovati, con numerosi altri reperti archeologici, nel sottosuolo del paese.
di seguito della breve passeggiata del 23 ottobre,
http://ildorico.blogspot.com/2010/10/23-ottobre-2010-mortara.html
, ecco un excursus sulla cittadina di Lomello.
Pregevole il centro storico con il borgo medievale addossato al vecchio Castello.
Da non perdere la chiesa e dil battistero.
Una nota di colore, il Generale Gyulai si acquartierò qui durante la Seconda Guerra d'Indipendenza, visto che sono in corso i festeggiamenti per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia, mi sembra una nota appropiata!!!
ciaoo
DAL WEB:
Storia
Laumellum fu un importante centro romano, forse preceduto da un insediamento preromano. I vecchi eruditi, basandosi su una supposta etimologia (Laumellum da Laevum mellum), lo attribuivano ai Levi, fondatori di Pavia insieme ai Marici. Alla fondazione potrebbero aver contribuito anche i Libìci, insediati nel Vercellese. Si tratta comunque di popolazioni Liguri piuttosto che celtiche. In epoca romana Laumellum fu noto soprattutto perché vi transitava la strada che da Piacenza, per Pavia, portava a Torino e ai passi alpini nelle Alpi Cozie. Il luogo è nominato in parecchi itineraria, che indicano la distanza di 22 miglia da Pavia; l'Itinerarium Burdigalense precisa che si tratta di una mansio, cioè di un luogo di sosta, non di una semplice mutatio (cambio di cavalli). In questo punto l'importante arteria superava il fiume Agogna. Lomello è anche citato da Ammiano Marcellino (XV.8.18), sempre a motivo dell'importante strada che vi passava: il futuro imperatore Giuliano viene accompagnato dall'augusto Costanzo II fino a un locum duabus columnis insignem, qui Laumellum interiacet et Ticinum (un luogo celebre per due colonne, che si trova tra Lomello e Pavia), e da qui, seguendo la nota strada, Giuliano prosegue per Torino.
Il centro conserva resti delle antiche mura ed insigni monumenti medievali, quali il complesso religioso formato dalla Basilica di Santa Maria Maggiore, notevole costruzione del primo periodo romanico lombardo (XI secolo) e dal Battistero di San Giovanni ad Fontes (VIII secolo), un antichissimo edificio longobardo a forma ottagonale, con i resti dell'originale fonte battesimale. Nella tradizione popolare lomellina, la basilica viene chiamata la "chiesa del diavolo": la leggenda racconta che la costruzione fu distrutta dal Maligno e da lui stesso riedificata in una sola notte di lavoro febbrile, ma, a causa del sorgere del sole, fu lasciata incompleta. Ecco perché oggi si vedrebbe la facciata parzialmente crollata e le prime due campate senza il tetto.
Pregevoli anche la chiesa romanica di San Michele (XII secolo), con un tiburio ottagonale, ed il castello (XV secolo), che conserva affreschi cinquecenteschi di pregevole fattura e due mosaici romani ritrovati, con numerosi altri reperti archeologici, nel sottosuolo del paese.
domenica
24 OTTOBRE 2010 - TORTONA
Ciao
Il prode Mariettonostro non si fida di organizzare un'uscita trekking per questa domenica, infatti le previsoni dle tempo sono terribili....
A questo punto scatta il piano alternativo, e si decide di dirottare l'uscita domenicale sui colli tortonesi.
Il gruppo è al completo, Mariettonostro, laprof, Ciccio ed ildorico prendono psoto sulla trek mobile.
Mariettonostro lancia i cavalli della trek mobile lungo l'autostrada fino al primo autogrill dove, assieme ad un pulmann di anziani turisti tedeschi espletiamo il rito del cappuccino, ch efatica!!!
Da citare negli annali un tajerino con i pantaloni di una bionda settantenne tedesca con uno scacco e di un abbinamento cromatico da rimanre esterefatti!!!
Superati i postumi cormatici raggiungiamo Tortona, qui ci facciamo prendere dall'ansia del parcheggio , infatti abituati a Milano, appena individuiamo un posto libero ci fermiamo, pe rpoi scoprire l'abbondanza di parcheggi e che , per di più, la domenica e festivi anche quelli con le strisce blu non sono a pagamento!!!
Insomma, potevamo parcheggiare tranquillamente in Piazza Duomo!!! Il bello della provincia!!!
Gita culturale presso i principali monumento con una breve escursione ad un giardino urbano posto nel pressi della Chiesa di Santa Maria del Canale.
Nella nostra succinta guida viene riportato, come luogo di interesse, un edificio medievale, Casa del Pozzo, e quindi chiediamo ad una signora con bambino l'ubicazione di questo edificio.
La signora ci chiede: 'in che strada?'
La cosa mi stupisce moltissimo, nella dorica non è affatto così, se chiedi dove è la Galleria Dorica, ti diranno vicino al negozio tal dei tali; oppure se chiedi dove è l'Arco della Prefettura, ti diranno di fronte a dove stava prima la pizzeria di caio prima di trasferirsi dove è adesso....
Le vie e le piazze sono appannaggio dei postini e basta!!!
Bene, dopo questo confronto tra usi e costumi , diciamo che la visita alla città termina.
Dimenticavo di dire, che ovunque troneggianmo immagini di Fausto,siamo nella terra dei due fratelli Coppi, certo Fausto è quello più noto, Serse viene ricordato anche per via della sua tragica morte.
Ormai è ora di pranzo, dopo laboriaoso ricerca troviamo un agriturismo nei paraggi e lo raggiungiamo.
Pranzo da paura, vino buono delel colline circostanti, come da conuetudine non abbiamo fatto prigionieri!!!
Per le portate, lascerei al prode Mariettonostro la descrizione accurata, io vi posso dire solo che è stata dura, molto dura, ma alla fine ce l'abbiamo fatta con molto onore!!!
ciaooo
dal web:
La storia ha riservato a Tortona un passato ricco di vicende e di personaggi illustri, ma anche di guerre e di distruzioni che hanno rischiato di cancellarne la memoria. Baluardo di un territorio di confine fin dalle sue origini liguri, per i Romani divenne, nell'età imperiale, il crocevia di grandi strade consolari (la via Fulvia, la via Postumia. la via Emilia Scaura, la via Vercellina) che conferivano alla romana Derthona lulia il ruolo di nodo strategico militare e civile che poi conservò nelle epoche successive. Il suo "Castello", protagonista di 25 secoli di storia tortonese, sarà, di volta in volta, difesa fortificata dei magazzini- granai di Teodorico e avamposto dei domini viscontei e sforzeschi, fortezza spagnola e roccaforte savoiarda, fino alla definitiva distruzione napoleonica del 1801.
Su questo palcoscenico storico e politico si sono avvicendati personaggi come Federico Barbarossa (nel 1155 il Barbarossa rase completamente al suolo le mura e le torri), Ludovico il Moro, Napoleone Bonaparte, sempre considerandola una posizione strategica indispensabile per le loro corone.
Nonostante l'avvicendarsi di padroni diversi, il popolo tortonese conservò una straordinaria identità municipale. Ne fanno fede gli Statuti cittadini che, definitivamente convalidati nel 1354 da Galeazzo Visconti, guidarono fino allo Statuto Albertino (1848) l'evoluzione istituzionale della comunità tortonese
Il prode Mariettonostro non si fida di organizzare un'uscita trekking per questa domenica, infatti le previsoni dle tempo sono terribili....
A questo punto scatta il piano alternativo, e si decide di dirottare l'uscita domenicale sui colli tortonesi.
Il gruppo è al completo, Mariettonostro, laprof, Ciccio ed ildorico prendono psoto sulla trek mobile.
Mariettonostro lancia i cavalli della trek mobile lungo l'autostrada fino al primo autogrill dove, assieme ad un pulmann di anziani turisti tedeschi espletiamo il rito del cappuccino, ch efatica!!!
Da citare negli annali un tajerino con i pantaloni di una bionda settantenne tedesca con uno scacco e di un abbinamento cromatico da rimanre esterefatti!!!
Superati i postumi cormatici raggiungiamo Tortona, qui ci facciamo prendere dall'ansia del parcheggio , infatti abituati a Milano, appena individuiamo un posto libero ci fermiamo, pe rpoi scoprire l'abbondanza di parcheggi e che , per di più, la domenica e festivi anche quelli con le strisce blu non sono a pagamento!!!
Insomma, potevamo parcheggiare tranquillamente in Piazza Duomo!!! Il bello della provincia!!!
Gita culturale presso i principali monumento con una breve escursione ad un giardino urbano posto nel pressi della Chiesa di Santa Maria del Canale.
Nella nostra succinta guida viene riportato, come luogo di interesse, un edificio medievale, Casa del Pozzo, e quindi chiediamo ad una signora con bambino l'ubicazione di questo edificio.
La signora ci chiede: 'in che strada?'
La cosa mi stupisce moltissimo, nella dorica non è affatto così, se chiedi dove è la Galleria Dorica, ti diranno vicino al negozio tal dei tali; oppure se chiedi dove è l'Arco della Prefettura, ti diranno di fronte a dove stava prima la pizzeria di caio prima di trasferirsi dove è adesso....
Le vie e le piazze sono appannaggio dei postini e basta!!!
Bene, dopo questo confronto tra usi e costumi , diciamo che la visita alla città termina.
Dimenticavo di dire, che ovunque troneggianmo immagini di Fausto,siamo nella terra dei due fratelli Coppi, certo Fausto è quello più noto, Serse viene ricordato anche per via della sua tragica morte.
Ormai è ora di pranzo, dopo laboriaoso ricerca troviamo un agriturismo nei paraggi e lo raggiungiamo.
Pranzo da paura, vino buono delel colline circostanti, come da conuetudine non abbiamo fatto prigionieri!!!
Per le portate, lascerei al prode Mariettonostro la descrizione accurata, io vi posso dire solo che è stata dura, molto dura, ma alla fine ce l'abbiamo fatta con molto onore!!!
ciaooo
dal web:
La storia ha riservato a Tortona un passato ricco di vicende e di personaggi illustri, ma anche di guerre e di distruzioni che hanno rischiato di cancellarne la memoria. Baluardo di un territorio di confine fin dalle sue origini liguri, per i Romani divenne, nell'età imperiale, il crocevia di grandi strade consolari (la via Fulvia, la via Postumia. la via Emilia Scaura, la via Vercellina) che conferivano alla romana Derthona lulia il ruolo di nodo strategico militare e civile che poi conservò nelle epoche successive. Il suo "Castello", protagonista di 25 secoli di storia tortonese, sarà, di volta in volta, difesa fortificata dei magazzini- granai di Teodorico e avamposto dei domini viscontei e sforzeschi, fortezza spagnola e roccaforte savoiarda, fino alla definitiva distruzione napoleonica del 1801.
Su questo palcoscenico storico e politico si sono avvicendati personaggi come Federico Barbarossa (nel 1155 il Barbarossa rase completamente al suolo le mura e le torri), Ludovico il Moro, Napoleone Bonaparte, sempre considerandola una posizione strategica indispensabile per le loro corone.
Nonostante l'avvicendarsi di padroni diversi, il popolo tortonese conservò una straordinaria identità municipale. Ne fanno fede gli Statuti cittadini che, definitivamente convalidati nel 1354 da Galeazzo Visconti, guidarono fino allo Statuto Albertino (1848) l'evoluzione istituzionale della comunità tortonese
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sabato
23 OTTOBRE 2010 - MORTARA
Ciao
breve gita fuori porta in quel di Mortara, Lomellina.
Per Alecremo e Gasoline un giretto da fare come aperitivo, non c'è dubbio :)
Comunque vi suggerisco al visita a Mortara, ci sono alcune cosette da vedere.
La basilica di San Lorenzo ed il municipio.
Non male la vasca, peccato che non ci sia la zona pedonale...
ciaoo
p.s.- ho visto un ristorante da favola, dal listino anche i prezzi, ma una volta nella vita....
dal web:
Appartenente inizialmente alla contea di Lomello, nel 1164 Federico I la sottopose al dominio di Pavia, e Mortara divenne sede di podesteria. Passò in seguito sotto il dominio milanese, prima dei Visconti e poi degli Sforza e divenne luogo di caccia e di svago per la corte ducale. Gian Galeazzo Visconti concesse al borgo l'autorizzazione per cambiare il proprio nome in Beldiporto, denominazione che mantenne fino al 1402. Sotto gli Sforza fu feudo personale di Ludovico il Moro.
Caduti gli Sforza nel 1499, divenne signoria di Gian Giacomo Trivulzio e poi di Obicino Caccia; al ritorno degli Sforza, venne infeudata a Matteo Beccaria di San Gaudenzio, che non lasciò discendenza maschile; la signoria fu dunque concessa a Cristina di Danimarca. Dopo essere ritornata libera tra il 1580 e il 1613, sotto il governo spagnolo (1535-1706) Mortara divenne marchesato, attribuito al governatore spagnolo Rodrigo Orozco e rimase in possesso dei suoi discendenti fino al 1706, anno del definitivo affrancamento. In quest'epoca Mortara divenne un'importante piazzaforte a difesa dei confini occidentali del ducato milanese.
Nel 1707 Vittorio Amedeo II di Savoia conquistò Mortara, elevandola al rango di città regia (affrancata dunque dal feudalesimo) e di capoluogo della provincia di Lomellina. Questi importanti cambiamenti vennero ratificati con il trattato di Utrecht nel 1713. La città mantenne questo ruolo fino al 1860, arricchendosi di palazzi e costruzioni ottocentesche quali il Palazzo comunale (1857) ed il Teatro dedicato a Vittorio Emanuele II (1845).
Con l'Unità d'Italia (Decreto Rattazzi del 1859) fu assegnata alla provincia di Pavia come capoluogo del circondario della Lomellina.
Luoghi d'interesse
Piazza Monsignor DugheraIl Duomo in stile gotico lombardo, dedicato a San Lorenzo (1375-1380), si affaccia in piazza Monsignor Dughera. Conserva opere pittoriche e scultoree dei secoli XV, XVI e XVII.
La cinquecentesca chiesa di Santa Croce, con l'annesso coevo Palazzo Lateranense.
La chiesa di San Carlo dedicata a San Carlo Borromeo che ospita le reliquie di santa Veneranda, eretta per voto nel 1633.
L'Abbazia di Sant'Albino, posta appena fuori dall'abitato e, secondo la leggenda, fondata da Carlo Magno
La chiesa di 'Santa Maria del Campo, edificata in campagna in forme gotico-lombarde.
Auditorium di recente costruzione, che ospita la rassegna musicale "Mortara on Stage".
breve gita fuori porta in quel di Mortara, Lomellina.
Per Alecremo e Gasoline un giretto da fare come aperitivo, non c'è dubbio :)
Comunque vi suggerisco al visita a Mortara, ci sono alcune cosette da vedere.
La basilica di San Lorenzo ed il municipio.
Non male la vasca, peccato che non ci sia la zona pedonale...
ciaoo
p.s.- ho visto un ristorante da favola, dal listino anche i prezzi, ma una volta nella vita....
dal web:
Appartenente inizialmente alla contea di Lomello, nel 1164 Federico I la sottopose al dominio di Pavia, e Mortara divenne sede di podesteria. Passò in seguito sotto il dominio milanese, prima dei Visconti e poi degli Sforza e divenne luogo di caccia e di svago per la corte ducale. Gian Galeazzo Visconti concesse al borgo l'autorizzazione per cambiare il proprio nome in Beldiporto, denominazione che mantenne fino al 1402. Sotto gli Sforza fu feudo personale di Ludovico il Moro.
Caduti gli Sforza nel 1499, divenne signoria di Gian Giacomo Trivulzio e poi di Obicino Caccia; al ritorno degli Sforza, venne infeudata a Matteo Beccaria di San Gaudenzio, che non lasciò discendenza maschile; la signoria fu dunque concessa a Cristina di Danimarca. Dopo essere ritornata libera tra il 1580 e il 1613, sotto il governo spagnolo (1535-1706) Mortara divenne marchesato, attribuito al governatore spagnolo Rodrigo Orozco e rimase in possesso dei suoi discendenti fino al 1706, anno del definitivo affrancamento. In quest'epoca Mortara divenne un'importante piazzaforte a difesa dei confini occidentali del ducato milanese.
Nel 1707 Vittorio Amedeo II di Savoia conquistò Mortara, elevandola al rango di città regia (affrancata dunque dal feudalesimo) e di capoluogo della provincia di Lomellina. Questi importanti cambiamenti vennero ratificati con il trattato di Utrecht nel 1713. La città mantenne questo ruolo fino al 1860, arricchendosi di palazzi e costruzioni ottocentesche quali il Palazzo comunale (1857) ed il Teatro dedicato a Vittorio Emanuele II (1845).
Con l'Unità d'Italia (Decreto Rattazzi del 1859) fu assegnata alla provincia di Pavia come capoluogo del circondario della Lomellina.
Luoghi d'interesse
Piazza Monsignor DugheraIl Duomo in stile gotico lombardo, dedicato a San Lorenzo (1375-1380), si affaccia in piazza Monsignor Dughera. Conserva opere pittoriche e scultoree dei secoli XV, XVI e XVII.
La cinquecentesca chiesa di Santa Croce, con l'annesso coevo Palazzo Lateranense.
La chiesa di San Carlo dedicata a San Carlo Borromeo che ospita le reliquie di santa Veneranda, eretta per voto nel 1633.
L'Abbazia di Sant'Albino, posta appena fuori dall'abitato e, secondo la leggenda, fondata da Carlo Magno
La chiesa di 'Santa Maria del Campo, edificata in campagna in forme gotico-lombarde.
Auditorium di recente costruzione, che ospita la rassegna musicale "Mortara on Stage".
giovedì
14 OTTOBRE 2010 - LOCARNO
Ciao
ecco il proseguo dell'uscita effettuata il 03 OTTOBRE 2010 a Bellinzona, come detto il pomeriggio l'abbiamo passato a Locarno.
http://ildorico.blogspot.com/2010/10/03-ottobre-2010-bellinzona.html
Arrivati nella cittadina sul lago Maggiore, sempre accompaganti dalla nebbia, riusciamo a trovare un parcheggio e scopriamo che la domenica non si paga!!!
Alecremo prendi nota, una scappata a Locarno la metterei in cantiere!!!
Dal parcheggio arriviamo all'Imbarcadero e poi ci concediamo una bella vasca sotto caratteristici portici della città lacustre, non disdegnando una bella passeggiata sulla piazza grande.
I portici sono affollatissimi, la vasca ci diverte molto, ci sono persone in manica corte e persone con vestiti di lana e cappello, come è strano l'uomo!!!!
Arriviamo alla stazione della funicolare e vediamo le possibili gite che si possono effettuare, prendiamo noto, in inverno una scappata sulle colline sopra Locarno non sarebbe male.
Bene, abbiamo finito il giro, ormai è ora di rientrare, si parte per Milano, alla prossima avventura!!!
ciaooo
ecco il proseguo dell'uscita effettuata il 03 OTTOBRE 2010 a Bellinzona, come detto il pomeriggio l'abbiamo passato a Locarno.
http://ildorico.blogspot.com/2010/10/03-ottobre-2010-bellinzona.html
Arrivati nella cittadina sul lago Maggiore, sempre accompaganti dalla nebbia, riusciamo a trovare un parcheggio e scopriamo che la domenica non si paga!!!
Alecremo prendi nota, una scappata a Locarno la metterei in cantiere!!!
Dal parcheggio arriviamo all'Imbarcadero e poi ci concediamo una bella vasca sotto caratteristici portici della città lacustre, non disdegnando una bella passeggiata sulla piazza grande.
I portici sono affollatissimi, la vasca ci diverte molto, ci sono persone in manica corte e persone con vestiti di lana e cappello, come è strano l'uomo!!!!
Arriviamo alla stazione della funicolare e vediamo le possibili gite che si possono effettuare, prendiamo noto, in inverno una scappata sulle colline sopra Locarno non sarebbe male.
Bene, abbiamo finito il giro, ormai è ora di rientrare, si parte per Milano, alla prossima avventura!!!
ciaooo
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domenica
03 OTTOBRE 2010 - BELLINZONA
Questa volta Mariettonostro consultando le previsioni meteo ha visto che erano bruttine.
Quindi abbiamo elaborato un programma alternativo alla solita escursione trek.
Questa volta, abbiamo dato un tocco culturale alla nostra gita domenicale ed abbiamo scelto di effettuare una visita a Bellinzona.
Ildorico aveva già visitato la cittadina svizzera e suggerito ampiamente il sito.
http://ildorico.blogspot.com/search/label/Bellinzona
Quindi si parte con la trek mobile con l'equipaggio formato da Mariettonostro, Laprof ed ildorico.
Solita sosta tecnica in autogrill e poi via sulle autostrade svizzere.
Mariettonostro adesso segue meticolosamente i limiti imposti dal codice cantonale, e seguiamo i lavori di ampliamento relativi alla terza corsia da Chiasso a Bissone.
Arriviamo a Bellinzona e ci accingiamo alla visita del Sasso Corbaro, l'ampio panorama è nascosto da una bella nebbiolina che impedisce la vista del lago Maggiore.Peccato.
Scendiamo al Castello di Montebello dove parcheggiamo e dopo una bella visita scendiamo down town Bellinzona.
Qui approfittiamo per effettuare una bella vasca e poi su per la salita verso il Castelgrande, ultimo dei tre magnifici Castelli presenti a Bellinzona e che adesso sono stati dichiarati Patrimonio dell'Umanità da parte dell'UNESCO.
Anche qui rapida visita e panorami limitati, la nebbiolina ci accompagna fedelmente nei nostri spostamenti.
Ormai siamo arrivati all'ora di pranzo, al primo Castello avevamo chiesto qualche suggerimento su un ristorante cittadino, i tre posti che ci sono stati indicati vengonao analizzati e la scelta cade sul crotto, o grotto, dipende se siete del sopra o del sotto ceneri , del Casel Grande.
Il locale è molto caratteristico, siamo in un grottone arredato in maniera rustica, l'ambiente è simpatico.
Il cameriere pazientemente ci spiega la differenza tra piatto del giorno, piatto del mercato e di alcuni piatti presenti in carta.
Le scelte sono felici e siamo soddisfatti dei nostri piatti, alla fine cediamo alla violenza e ci sbafiamo un bel dolce, il conto è onesto, anche espresso in franchi svizzeri, insomma siamo andati bene sotto tutti gli aspetti, sia qualitativi che 'quantitativi' :)
Bene, la visita della cittadina è terminata, adesso puntiamo a chiudere il pomeriggio in un altro posto, la scelta cade su Locarno, ma questo lo potrete leggere in un altro post.
ciaoo
Quindi abbiamo elaborato un programma alternativo alla solita escursione trek.
Questa volta, abbiamo dato un tocco culturale alla nostra gita domenicale ed abbiamo scelto di effettuare una visita a Bellinzona.
Ildorico aveva già visitato la cittadina svizzera e suggerito ampiamente il sito.
http://ildorico.blogspot.com/search/label/Bellinzona
Quindi si parte con la trek mobile con l'equipaggio formato da Mariettonostro, Laprof ed ildorico.
Solita sosta tecnica in autogrill e poi via sulle autostrade svizzere.
Mariettonostro adesso segue meticolosamente i limiti imposti dal codice cantonale, e seguiamo i lavori di ampliamento relativi alla terza corsia da Chiasso a Bissone.
Arriviamo a Bellinzona e ci accingiamo alla visita del Sasso Corbaro, l'ampio panorama è nascosto da una bella nebbiolina che impedisce la vista del lago Maggiore.Peccato.
Scendiamo al Castello di Montebello dove parcheggiamo e dopo una bella visita scendiamo down town Bellinzona.
Qui approfittiamo per effettuare una bella vasca e poi su per la salita verso il Castelgrande, ultimo dei tre magnifici Castelli presenti a Bellinzona e che adesso sono stati dichiarati Patrimonio dell'Umanità da parte dell'UNESCO.
Anche qui rapida visita e panorami limitati, la nebbiolina ci accompagna fedelmente nei nostri spostamenti.
Ormai siamo arrivati all'ora di pranzo, al primo Castello avevamo chiesto qualche suggerimento su un ristorante cittadino, i tre posti che ci sono stati indicati vengonao analizzati e la scelta cade sul crotto, o grotto, dipende se siete del sopra o del sotto ceneri , del Casel Grande.
Il locale è molto caratteristico, siamo in un grottone arredato in maniera rustica, l'ambiente è simpatico.
Il cameriere pazientemente ci spiega la differenza tra piatto del giorno, piatto del mercato e di alcuni piatti presenti in carta.
Le scelte sono felici e siamo soddisfatti dei nostri piatti, alla fine cediamo alla violenza e ci sbafiamo un bel dolce, il conto è onesto, anche espresso in franchi svizzeri, insomma siamo andati bene sotto tutti gli aspetti, sia qualitativi che 'quantitativi' :)
Bene, la visita della cittadina è terminata, adesso puntiamo a chiudere il pomeriggio in un altro posto, la scelta cade su Locarno, ma questo lo potrete leggere in un altro post.
ciaoo
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lunedì
20 SETTEMBRE 2010 - SAN BENEDETTO DEL TRONTO
Piccolo excursus su di una località marchigiana di mare.



Ildorico è stato in occasione di un matrimonio di recente nella cittadina rivierasca, ci mancava da tantissimo tempo.

Il lungomare è notevole, le palme sono stupende, occorre rifare una capatina in piena estate, per vedere meglio il tutto.
Alecremo, una bella capatina ne vale la pena.ciaoo


San Benedetto del Tronto offre un paesaggio decisamente esotico, più di 7.000 palme, intervallate da oleandri, fanno di questa città una realtà unica in Europa, qui la natura è stata particolarmente benevola e la mano dell'uomo ha sapientemente completato l'opera, questa riviera vanta tredici varietà di palme, tra le altre vi segnaliamo il "Mastodonte arboreo" con una circonferenza di 4,74 metri alla base, la palma più grande del mondo.
Percorrendo i 5 km. del lungomare, uno dei più belli e suggestivi d'Italia, si comprende a pieno perché questo luogo viene definito da sempre "La Riviera delle Palme".
La città oggi conta circa 50.000 abitanti e dà subito la sensazione di una località aperta, dinamica e sicura di se, ha uno dei più importanti porti pescherecci d'Italia; è ricca di impianti sportivi quali tennis, pattinaggio, hockey, calcio ed altro ancora, un porto turistico con circolo nautico, un palasport, bocciodromi, piscine, una pista per atletica leggera, una ricettività alberghiera diversificata e da tempo ben collaudata, un moderno palazzo dei congressi, numerose sono le occasioni di svago sulla costa e tanti possibili itinerari nell'entroterra Piceno.
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